AI Deep Dive

11 FEBBRAIO
12 FEBBRAIO
11 febbraio 08:30
12 febbraio 08:30
11 febbraio 12:50 - 14:10
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11 febbraio
Un LLM, da solo, genera solo testo. Cosa serve per trasformarlo in un agente capace di agire, correggersi e completare compiti complessi? La risposta è nell'harness: il loop esterno che connette l'LLM con l'ambiente, i tool e lo stato reale del sistema. In questo talk vedremo perché la vera affidabilità di un agente non dipende solo dalle capacità del modello, ma anche da come viene progettato il suo runtime. E poi passeremo al codice: costruiremo insieme il nostro agent harness da zero.
11 febbraio
Nelle architetture agentiche moderne, gran parte delle decisioni di pianificazione, coordinamento e delega viene affidata a modelli linguistici, spesso introducendo costi computazionali, latenze, complessità e soprattutto lentezza non sempre necessari.  Ma se la vera evoluzione dei sistemi multi-agente non consistesse nel rendere ogni agente più intelligente, ma nel rendere più intelligente il modo in cui vengono orchestrati?  Partendo dai principi delle architetture cognitive System 1 e System 2, esploreremo una metodologia per progettare orchestratori adattivi capaci di combinare processi decisionali real-time, basati su modelli leggeri e algoritmi specializzati, con meccanismi di ragionamento approfondito attivati soltanto quando necessario.  Attraverso pattern architetturali, esempi implementativi e un confronto tra differenti strategie di orchestrazione, analizzeremo come gestire dinamicamente il routing dei task, l'allocazione delle risorse computazionali e l'escalation verso agenti specializzati o supervisione umana.  L'obiettivo è mostrare come passare da semplici sistemi che collegano agenti AI ad architetture capaci di orchestrare diverse forme di intelligenza, ottimizzando prestazioni, costi e affidabilità.
11 febbraio
11 febbraio
Mentre gli agenti autonomi dominano le notizie, il panorama più ampio dell’intelligenza artificiale viene spesso ridotto a un unico paradigma: applicare gli LLM più avanzati a qualsiasi problema. Eppure, orchestrare davvero l’intelligenza richiede di conoscere l’intero territorio, dall’ottimizzazione, al ragionamento sui grafi e al machine learning tradizionale, fino ai foundation model e alle architetture multi-agente.Questa sessione mappa lo spettro tecnico delle metodologie di AI in relazione a due dimensioni ingegneristiche fondamentali: la geometria dei casi d’uso reali e i vincoli essenziali di sicurezza. Esploreremo come falliscono i diversi paradigmi di AI, in quali ambiti si completano a vicenda e come combinare tecniche deterministiche, statistiche e generative per creare sistemi ibridi.I partecipanti porteranno con sé un framework decisionale architetturale chiaro per selezionare, combinare e governare le forme di intelligenza più adatte ai problemi da affrontare.
11 febbraio
La maggior parte dei malfunzionamenti degli agenti AI in produzione non dipende esclusivamente dai modelli. Spesso si tratta di problemi legati al contesto: recupero di informazioni non aggiornate, prompt eccessivamente lunghi, memoria incoerente, cicli ricorsivi nell’utilizzo degli strumenti e stato nascosto distribuito tra vector store, cronologia delle chat, sistemi di workflow e orchestratori di agenti.Questa sessione presenta un approccio architetturale basato sui sistemi alla memoria degli agenti. Analizzeremo i principali livelli di memoria degli agenti AI moderni, tra cui il contesto a breve termine, la memoria episodica, la memoria semantica, la memoria procedurale e lo stato esterno. Esamineremo poi perché una maggiore quantità di contesto non migliora sempre l’affidabilità e come una gestione inadeguata del contesto possa aumentare la latenza, i costi e il tasso di errore.Il fulcro della sessione è un framework pratico per gestire l’oblio in modo controllato. Prendendo spunto da pattern dei sistemi distribuiti, come l’espulsione delle voci dalla cache, i TTL, la compattazione dei log, la creazione di snapshot e la riconciliazione dello stato, i partecipanti impareranno a progettare agenti capaci di ricordare le informazioni giuste, eliminare gli stati obsoleti o irrilevanti e mantenere la propria osservabilità man mano che i workflow crescono.I partecipanti porteranno con sé un’architettura di riferimento per il context engineering, esempi concreti di malfunzionamenti da monitorare e pattern di implementazione per costruire sistemi AI con stato persistente affidabili e attenti ai costi.
12 febbraio

12 febbraio
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